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Margaret Floy Washburn: una pioniera della psicologia

Margaret Floy Washburn è nata il 25 luglio 1871 a New York City. Cresceva in un contesto in cui l'istruzione veniva insegnata in spazi riservati agli uomini e, solo successivamente, venivano aperti spazi riservati anche alle donne. Tra la fine del diciannovesimo e l'inizio del ventesimo secolo generato da rilevanti ostacoli alla partecipazione e allo sviluppo scientifico delle donne, è stata tra le prime donne a rappresentare le lotte per l'equità delle opportunità per le donne nell'istruzione superiore.

La Washburn si è formata in filosofia e scienze al Vassar College e nel post-laurea con James McKeen Cattell, che aveva avviato un laboratorio di psicologia alla Columbia University. Sebbene in questo contesto le donne non potessero partecipare ai laboratori, Margaret Floy Washburn fu ammessa solo come "uditrice”.

Ha  studiato  poi alla Cornell University insieme allo psicologo britannico Edward B. Titchener, diventando la prima studentessa di dottorato dello stesso e la prima donna a cui è stato ufficialmente riconosciuto il Dottorato in Psicologia, nell'anno 1894.  Verrà sempre ricordata come la prima donna ad aver ottenuto tale dottorato, e considerata una delle psicologhe più importanti della fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Rappresentante della scuola americana di psicologia ha contribuito a dare affidabilità alla psicologia, fino ad allora ritenuta una pseudoscienza. Contrariamente a quanto si riteneva, grazie anche al suo lavoro, la psicologia divenne agli occhi della comunità scientifica dell’epoca una disciplina affidabile.
La politica a cavallo del XIX e del XX secolo sovente ancora escludeva le donne dai percorsi accademici e voleva che le donne sposate non potessero insegnare. La Professoressa Washburn non si è mai sposata e ha insegnato al Vassar College per 36 anni. Era abile ricercatrice e prolifica scrittrice. Washburn ha accolto molte delle sue studentesse nel suo laboratorio e le ha coinvolte in molte sue pubblicazioni.

Difatti sono stati prodotti nel suo laboratorio al Vassar College, un totale di 69 studi sperimentali che e nel 1903 fece parte della lista dei 50 migliori psicologi in America.

Lo stesso Titchener aveva categoricamente rifiutato di accettare che le donne facessero parte della loro società.  In questo contesto la Washburn, che  faceva già parte della prima generazione di donne prestigiose in psicologia sperimentale,  prese le distanze da Titchener  diventando critica nei confronti delle sue idee riduzioniste sulla mente.

Nell'anno del 1921 fu nominata Presidentessa della American Psychological Association, (APA)  diventando la seconda donna ad occupare questa posizione dopo Mary Whiton Calkins.

La Washburn pur ottenendo sostegno e riconoscimento nel suo lavoro, essendo una delle prime donne a essere ammesse al club degli “sperimentalisti”, dopo 25 anni di esclusione delle donne, è stata vittima di discriminazioni sessiste.

Permeati e immersi in una cultura sostanzialmente prodotta dal genere maschile, noi oggi vogliamo celebrare la Giornata Internazionale della Donna ricordando Margaret Floy Washburn come figura emblematica delle psicologhe che ogni giorno sovvertono un mondo nel quale uomini e donne non hanno gli stessi diritti.

La vogliamo ricordare, insieme alle numerose psicologhe donne nella storia di cui non se ne parla, per il suo lavoro pionieristico nel campo della psicologia, data l’importanza, la dignità sociale e il riconoscimento che merita, vogliamo ricordare una donna che ha lottato fino alla fine per raggiungere gli obiettivi che si era prefissata.

In Italia, con una tendenza che anno dopo anno è in crescita da decenni, tra i professionisti che entrano nella professione psicologica il 70-80% sono donne, secondo i dati ufficiali dell’Ente Previdenziale per gli psicologi ENPAP.


L’assoluta prevalenza numerica delle donne nel movimento psicologico non vede, ancora oggi, un altrettanto prevalente attribuzione di merito e di opportunità alle donne nelle posizioni di rilievo della nostra disciplina. C’è ancora tanto da lavorare nell’ambito delle politiche della nostra professione, come pari opportunità e lotta alle disuguaglianze di genere, da fare per ridurre questa inammissibile disparità tra la rilevanza effettiva e concreta della psicologia realizzata dalle donne e il riconoscimento delle moltissime ed eccellenti colleghe da parte della psicologia e del movimento scientifico tutto.

Il femminismo ha attraversato molte generazioni. Ogni ondata ha portato con sé nuove priorità e nuovi metodi. Dalle femministe della "prima ondata" che hanno rivendicato l'uguaglianza tra donne e uomini nel diritto al voto e nel diritto di famiglia. Per passare per le femministe della "seconda ondata" i cui temi fondamentali sono stati la sessualità, lo stupro e la violenza domestica, i diritti riproduttivi, ma anche la parità di genere sul posto di lavoro. Ed arrivare alle femministe della "terza ondata" che hanno lottato affinchè il divario salariale tra uomini e donne venisse riconosciuto e colmato.

Oggi, nonostante anni di lotte, siamo ancora lontani dalla colmata del gender pay gap e metodologicamente guardiamo alla questione in modo intersezionale. Pensare di poter analizzare e affrontare questo problema senza includere altre dimensioni di discriminazione – come la razza, lo stato socioeconomico e lo status di immigrazione – probabilmente rafforzerà le disparità tra uomini e donne e tra le donne stesse che sono sì tutte donne, ma appartengono a classi economiche diverse, hanno un diverso colore della pelle o provenienza diversa.


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